La Pinacoteca di Brera, come molte altre raccolte di questo tipo istituite all’incirca in questo stesso periodo, nasce accanto all’Accademia di belle arti con chiare finalità didattiche nel 1776, per volere di Maria Teresa d’Austria. Sotto il dominio Napoleonico vi confluirono numerosi dipinti provenienti dai territori conquistati dalle armate francesi, e soprattutto numerosi dipinti religiosi provenienti da chiese e conventi in seguito alla soppressione degli ordini religiosi. Il palazzo che ospita la collezione è un antico convento trecentesco. Nel 1773 a seguito della soppressione dell’ordine dei gesuiti il convento divenne proprietà statale e l’imperatrice decise di farlo diventare un polo culturale per la città: sede oltre che dell’accademia e della pinacoteca, dell’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, della Biblioteca Nazionale Braidense, dell’Osservatorio e dell’Orto Botanico. Incaricato della progettazione dei lavori fu l’architetto Giuseppe Piermarini lo stesso che progettò il Teatro alla Scala.
Le collezioni ospitano numerosi capolavori. Con Giuseppe Bossi segretario dell’accademia nel 1801 arrivano dipinti come lo Sposalizio della Vergine di Raffaello, la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini, e la Crocifissione di Bramantino. Sotto Napoleone furono scambiati forzatamente 23 dipinti e disegni dalla quadreria arcivescovile di Milano con 5 dipinti di Rubens, Joardens, Van Dyck e Rembrandt provenienti dal Louvre. Un altro capolavoro da segnalare è il cristo morto del Mantegna.
Nel 1882 la pinacoteca viene resa indipendente dall’accademia. Fino alla seconda guerra mondiale furono acquistati grazie all’Associazione Amici di Brera e dei Musei milanesi importanti opere di Correggio, Pietro Longhi, Piazzetta, Tiepolo, Canaletto e Fattori, nonché la Cena in Emmaus di Caravaggio e il Pergolato di Silvestro Lega. Durante la seconda guerra mondiale i bombardamenti danneggiarono fortemente l’edificio della pinacoteca che però, riaprì nel 1950 con un nuovo allestimento museografico ad opera dell’architetto moderno Piero Portaluppi. Negli anni ’70 un’importante donazione arricchì le collezioni di opere di artisti del XX sec. come Boccioni, Braque, Carrà, De Pisis, Marino Marini, Modigliani e Morandi.
L’assenza di un vero e proprio spazio da adibire alle mostre temporanee porta la Pinacoteca a sviluppare dal 2001 il progetto “Brera Mai Vista“. Ogni tre mesi si tengono piccole esposizioni di poche opere, solitamente provenienti dai depositi del museo, che per l’occasione vengono restaurate e corredate da un breve catalogo. Dal 2001 al 2011 “Brera Mai Vista” conta più di 20 mostre.
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